Cardiologia veterinaria
La cardiologia veterinaria si occupa di individuare, approfondire e monitorare le patologie cardiache di cani e gatti. Presso la Clinica Veterinaria Camagna di Reggio Calabria eseguiamo visite cardiologiche e percorsi diagnostici mirati per valutare la salute del cuore e definire l’eventuale iter di controllo o trattamento.

Quando può essere utile una visita cardiologica
Alcune patologie cardiache si manifestano con segnali poco specifici, come tosse notturna, facile affaticabilità, ridotta tolleranza allo sforzo o calo delle performance abituali.
Una visita cardiologica veterinaria può essere utile quando compaiono sintomi sospetti, nei pazienti anziani, in alcune razze predisposte oppure prima di interventi chirurgici complessi, per valutare con maggiore attenzione il rischio anestesiologico.
Come si svolge il percorso diagnostico
La visita cardiologica inizia con la raccolta dell’anamnesi, l’esame clinico e l’auscultazione cardiaca. In base al quadro del paziente, possiamo approfondire la valutazione con radiografia del torace, elettrocardiogramma ed ecocardiografia.
Quando sospettiamo la presenza di aritmie episodiche o non sempre evidenti durante la visita, possiamo richiedere un monitoraggio elettrocardiografico nelle 24 ore. In questi casi utilizziamo anche un elettrocardiografo portatile Holter, che il cane può indossare comodamente tramite bendaggio.
La registrazione viene poi analizzata da un centro di referenza nazionale per una valutazione computerizzata approfondita.


Razze e pazienti da monitorare con maggiore attenzione
Alcune razze presentano una maggiore predisposizione a patologie cardiache congenite o acquisite, tra cui:
- Boxer,
- Bulldog,
- Pastore Tedesco,
- Dobermann,
- Cavalier King,
- Maine Coon.
In questi pazienti può essere utile programmare un controllo cardiologico preventivo già entro il primo anno di età.
Nei pazienti oltre i 6 anni, soprattutto se devono affrontare procedure chirurgiche complesse, la valutazione cardiologica può aiutare a individuare cardiopatie non ancora evidenti dal punto di vista clinico ma potenzialmente rilevanti durante l’anestesia.
